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“Evangelizzare significa accogliere senza giudicare nessuno”

art papa2Ricevendo in udienza le Cellule Parrocchiali di evangelizzazione, papa Francesco ne loda il “desiderio missionario” e lo stile di condivisione simile a quello della Chiesa delle origini

Città del Vaticano, 05 Settembre 2015 (ZENIT.org - di Luca Marcolivio)

L’approvazione definitiva da parte della Santa Sede degli statuti delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione, avvenuta lo scorso 12 aprile, è stata suggellata oggi dall’incontro dei membri del movimento con papa Francesco in Aula Paolo VI.

Si tratta del primo incontro mondiale delle Cellule, in occasione del quale i membri hanno assistito alla messa presieduta in Vaticano da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Durante l’udienza, il Santo Padre ha salutato il fondatore delle Cellule, don “PiGi” Pierini, ringraziandolo per le parole rivoltegli, e “soprattutto per lo zelo sacerdotale con cui ha lavorato, cercando di essere docile allo Spirito Santo”. Ha poi ricordato che “gli statuti indicano la strada” ma il vero fondamento di ogni movimento è il “carisma”.

A tutti i membri delle Cellule, il Papa ha ricordato la loro “vocazione” ad essere “come un seme mediante il quale la comunità parrocchiale si interroga sul suo essere missionaria”, sentendo “irresistibile” dentro se stessi “la chiamata a incontrare tutti per annunciare la bellezza del Vangelo”.
Questo “desiderio missionario”, ha aggiunto, richiede l’ascolto della “voce dello Spirito Santo, che continua a parlare alla sua Chiesa e la spinge a percorrere sentieri a volte ancora poco conosciuti, ma decisivi per la via dell’evangelizzazione”.
È solo rimanendo “aperti a questo ascolto” che si può essere “fedeli alla Parola del Signore” e “superare i vari ostacoli che si incontrano nel cammino dell’evangelizzazione”.
Grazie al loro “impegno quotidiano”, speso “in comunione con le altre realtà ecclesiali”, le Cellule aiutano “la comunità parrocchiale a diventare una famiglia in cui si ritrova la ricca e multiforme realtà della Chiesa (cfr Lumen gentium, 8)”, ha sottolineato il Pontefice.
“Incontrarsi nelle case – ha aggiunto - per condividere le gioie e le attese che sono presenti nel cuore di ogni persona, è un’esperienza genuina di evangelizzazione che assomiglia molto a quanto avveniva nei primi tempi della Chiesa”.
I membri delle Cellule della Nuova Evangelizzazione hanno quindi fatto proprio questo “stile di vita comunitaria, capace di accogliere tutti senza giudicare nessuno (cfr Evangelii gaudium, 165), per offrire l’esperienza della presenza di Dio e dell’amore dei fratelli”. A questo proposito il Papa ha aggiunto a braccio che “l’unico giudice è il Signore” e ha consigliato, quando sorge spontaneo emettere un giudizio verso qualcuno, di “chiudere la bocca” prima.
Nell’evangelizzazione, l’accoglienza, ha puntualizzato, è importante perché è “uno dei primi segni della comunione che siamo chiamati a testimoniare per avere incontrato Cristo nella nostra vita”.
Francesco ha quindi incoraggiato i presenti a “fare dell’Eucaristia il cuore della vostra missione di evangelizzazione, così che ogni Cellula sia una comunità eucaristica dove spezzare il pane equivale a riconoscere la reale presenza di Gesù Cristo in mezzo a noi”.
Nell’Eucaristia, ha spiegato, si troverà sempre “la forza per proporre la bellezza della fede” perché in essa “facciamo esperienza dell’amore che non conosce limiti”.
Ricordando che gli Statuti delle Cellule, sono stati approvati in occasione dell’ultima domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre ha concluso esortando a “testimoniare la tenerezza di Dio Padre e la sua vicinanza ad ognuno, soprattutto a chi è più debole e solo”.

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